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Tutti i dintorni Il salotto di Venezia

Piazza San Marco

L'unica piazza di Venezia: oltre centosettanta metri chiusi dalle Procuratie e dominati dal Campanile. È il primo luogo che si raggiunge uscendo di casa, e all'alba, con i portici ancora vuoti, è un'altra cosa.

200 metri a piedi
Piazza San Marco, Venezia
Piazza San Marco, Venezia — foto dell'archivio di Domus dei Fabbri

Duecento metri di calli, una svolta improvvisa e lo spazio si apre: è così che Piazza San Marco si presenta a chi arriva a piedi da Rio Terrà de le Colonne. L'effetto è calcolato da secoli ed è il motivo per cui questa resta l'unica piazza di Venezia: tutti gli altri spazi aperti della città si chiamano campi, e nessuno le somiglia.

Le Procuratie e l'Ala Napoleonica

La piazza supera i centosettanta metri di lunghezza e ha la forma di un trapezio che si allarga verso la Basilica, un espediente prospettico che la fa sembrare ancora più profonda. Sui lati lunghi corrono le Procuratie Vecchie, cinquecentesche, e le Procuratie Nuove, completate nel Seicento: erano gli uffici e le residenze dei procuratori di San Marco, le cariche più alte della Repubblica dopo il Doge. Il lato corto, di fronte alla Basilica, è chiuso dall'Ala Napoleonica, costruita in epoca francese al posto di una chiesa preesistente, e oggi ospita l'ingresso del Museo Correr. Sotto i portici, botteghe e caffè storici sono in attività da secoli.

Il Campanile e la Torre dell'Orologio

Il Campanile sfiora i cento metri ed è il riferimento visivo di tutta la laguna: nacque come faro e torre di avvistamento prima di diventare campanile. Quello che si vede oggi è una ricostruzione, perché la torre crollò su se stessa il 14 luglio 1902, senza vittime, e fu rifatta dov'era, com'era, con riapertura nel 1912. Poco distante, la Torre dell'Orologio mostra un quadrante astronomico con le fasi lunari e i segni zodiacali, sormontato dai due Mori di bronzo che battono le ore sulla campana.

La Piazzetta e le due colonne

Verso la laguna la piazza prosegue nella Piazzetta, incorniciata da Palazzo Ducale e dalla Libreria Marciana di Jacopo Sansovino. In fondo, aperte sul bacino, due colonne di granito portano il leone alato di San Marco e San Todaro, primo patrono della città. Per tradizione i veneziani evitano di passare fra le due colonne: era lì che si eseguivano le condanne capitali.

Consiglio pratico: la piazza è il punto più basso della città ed è la prima ad allagarsi con l'acqua alta, soprattutto fra l'autunno e l'inizio della primavera. Prima di uscire conviene controllare le previsioni di marea del Comune di Venezia e mettere calzature adatte; orari e modalità di accesso a musei e Campanile cambiano nel corso dell'anno e vanno verificati sui canali ufficiali.

Il momento giusto

Chi alloggia a pochi minuti a piedi ha un vantaggio che i visitatori giornalieri non hanno: può scendere all'alba, quando i portici sono ancora vuoti e l'unico rumore è quello dei carrelli delle consegne, e tornarci la sera tardi, quando le orchestrine hanno smesso e la pavimentazione riflette le luci. Sono le due ore in cui la piazza si lascia guardare davvero. Nel mezzo della giornata, se la folla vi pesa, basta imboccare una calle laterale verso il bacino per ritrovare il silenzio in pochi passi.

Consigli pratici

  • È il primo luogo che si raggiunge uscendo di casa: duecento metri a piedi.
  • All'alba i portici sono ancora vuoti: è l'ora migliore per attraversarla.
  • In caso di acqua alta il Comune di Venezia pubblica le previsioni di marea aggiornate.
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