Le case colorate di Burano lungo un canale dell'isola
Le case colorate di Burano — foto: Tifoitalia · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi si ferma a Venezia per qualche giorno, prima o poi alza lo sguardo dalle calli e si accorge che la città non finisce dove finiscono i ponti. A nord, oltre le Fondamente Nove, comincia la laguna aperta: acqua bassa, barene, campanili lontani. È lì che si trovano Murano, Burano e Torcello, tre isole vicine tra loro e molto diverse, che si visitano bene in una sola giornata purché la si organizzi con un minimo di ordine. Vi consigliamo di metterle in programma quando avete davanti una giornata intera e non un ritaglio di pomeriggio: la laguna non si lascia attraversare di corsa.

Come si organizza la giornata in vaporetto

Il punto di partenza naturale per la laguna nord sono le Fondamente Nove, l'affaccio settentrionale di Cannaregio, da cui salpano i battelli diretti verso Murano, Mazzorbo, Burano e Torcello. Dai nostri appartamenti in centro, a pochi passi da Piazza San Marco, ci si arriva a piedi con una passeggiata di una ventina di minuti attraversando Castello o Cannaregio. Le linee che servono le isole cambiano numero e frequenza a seconda della stagione, quindi conviene sempre controllare percorsi e orari sui canali ufficiali del trasporto pubblico veneziano prima di uscire di casa.

L'ordine che funziona meglio è quello geografico: Murano per prima, perché è la più vicina e la più ricca di cose da vedere, poi Burano, che merita le ore centrali della giornata, infine Torcello, a pochi minuti di battello da Burano. Fatto in questo senso, l'itinerario vi lascia il tempo di rientrare verso sera con la luce bassa sull'acqua, che è uno dei momenti migliori di tutta la gita. Se invece partite tardi, meglio rinunciare a un'isola che correre: Torcello con dieci minuti a disposizione non ha alcun senso.

Murano, il vetro e una basilica che quasi nessuno guarda

Murano è un piccolo arcipelago attraversato da un canale principale, con fondamenta larghe e un'aria da paese di lavoro più che da città d'arte. Qui, alla fine del Duecento, la Repubblica fece trasferire le fornaci che stavano in città: il rischio di incendio era troppo alto tra le case di legno di Venezia, e la lavorazione del vetro trovò sull'isola la sua sede definitiva. Da allora il mestiere non se n'è mai andato. Molte fornaci accolgono i visitatori per assistere alla soffiatura, ed è un'esperienza che vale il tempo che richiede, soprattutto per chi viaggia con bambini.

La parte più interessante dell'isola, però, è anche la più tranquilla. La basilica dei Santi Maria e Donato conserva un pavimento a mosaico del XII secolo e un'abside con la figura della Vergine su fondo dorato: è un edificio antichissimo, spesso quasi vuoto, a pochi minuti di cammino dalla concentrazione di negozi che si forma vicino agli approdi. Il Museo del Vetro, ospitato in un palazzo storico, racconta la storia della lavorazione dall'età romana a oggi e aiuta a capire cosa si sta guardando nelle vetrine.

Consiglio pratico: se acquistate del vetro, chiedete l'indicazione di origine e informatevi sulla possibilità di spedizione: molte fornaci la offrono, e vi evita di girare tutto il giorno con un pacco fragile in borsa. Prezzi e modalità variano da bottega a bottega, meglio chiarirli prima di comprare.

Burano, i colori delle case e il merletto

Burano si annuncia da lontano con il campanile inclinato di San Martino e poi, appena scesi, con le facciate dipinte una diversa dall'altra. La tradizione vuole che i pescatori tinteggiassero le case per riconoscerle dalla laguna nella nebbia; oggi il colore è parte dell'identità dell'isola ed è mantenuto con attenzione dagli abitanti. Camminare qui vuol dire perdere di vista l'itinerario: i canali interni, i panni stesi, le barche ormeggiate davanti alle porte compongono un paesaggio che regge bene anche molte fotografie.

L'altra grande tradizione di Burano è il merletto ad ago, un lavoro lentissimo che veniva eseguito a mano dalle donne dell'isola e che il Museo del Merletto documenta con pezzi storici e con dimostrazioni dal vivo. Diffidate della quantità enorme di pizzo a basso prezzo esposto nelle vetrine: il merletto autentico di Burano è raro, costoso e riconoscibile, e chi lo vende sa spiegarvi come è stato fatto e quanto tempo ha richiesto.

Torcello, dove la laguna è cominciata

Torcello è l'ultima tappa e la più spiazzante. Fu tra i primi insediamenti stabili della laguna e contò migliaia di abitanti, poi l'impaludamento e la malaria la svuotarono: oggi ci vive pochissima gente. Dall'approdo si segue un canale lungo un sentiero fino al centro dell'isola, dove restano la basilica di Santa Maria Assunta, la chiesa di Santa Fosca e un piccolo museo. Dentro la basilica ci sono i mosaici che giustificano l'intera giornata: il grande Giudizio Universale sulla controfacciata e, nell'abside, la Vergine su fondo d'oro, sola, altissima. Dal campanile, quando è accessibile, si vede la laguna per intero.

Prima di partire

Portate acqua, scarpe comode e qualcosa per il vento, che sulle isole si sente anche d'estate. Considerate che i battelli nelle ore di punta si riempiono e che tra un'isola e l'altra si aspetta: è tempo che fa parte della gita, non tempo perso. Orari, linee e tariffe del trasporto pubblico cambiano di frequente, così come gli orari di apertura di chiese e musei: verificateli sui siti ufficiali il giorno prima. Al rientro, con la città che si svuota dei visitatori giornalieri, Venezia vi sembrerà un'altra cosa.

Una base in centro per esplorare la laguna

Domus dei Fabbri e Domus Remedio si trovano entrambe a pochi minuti da Piazza San Marco, e quindi dagli imbarchi principali. Rientrare a fine giornata, dopo le isole, è questione di una breve passeggiata.