Il Canal Grande di Venezia con i palazzi affacciati sull'acqua
Il Canal Grande di Venezia con i palazzi affacciati sull'acqua — foto dell'archivio di Domus dei Fabbri

Venezia si misura in passi, non in chilometri. Non ci sono automobili, ogni ponte impone una salita e una discesa, e le calli cambiano nome ogni cinquanta metri: per questo un itinerario che sulla carta sembra breve può rivelarsi lungo nella realtà. Due giorni bastano per vedere il centro storico con calma, a patto di scegliere poche cose e di accettare in anticipo che vi perderete. Qui sbagliare strada non è un incidente di percorso: è quasi sempre la parte migliore della giornata.

Il primo mattino: Piazza San Marco prima delle nove

Conviene cominciare presto, quando la piazza è ancora attraversata solo da chi va al lavoro. Piazza San Marco è l'unica piazza della città, perché tutti gli altri spazi aperti si chiamano campi, ed è chiusa su tre lati dalle Procuratie Vecchie, dalle Procuratie Nuove e dall'Ala Napoleonica. Prima di entrare da qualche parte, fate un giro completo del perimetro sotto i portici: sono dieci minuti che servono a capire come è fatta, con il Campanile isolato al centro e la Torre dell'Orologio che segna l'imbocco delle Mercerie.

La Basilica di San Marco apre in mattinata e la fila si forma in fretta: presentarsi nei primissimi minuti, oppure prenotare l'ingresso, è la differenza fra mezz'ora e un'ora e mezza di attesa. All'interno bastano una quarantina di minuti per i mosaici a fondo oro, il pavimento ondulato e la Pala d'Oro; se salite al museo e alla loggia dei cavalli, calcolatene una ventina in più. Palazzo Ducale, a pochi metri di distanza, chiede almeno un'ora e mezza: è un edificio grande, e attraversare di corsa le sale del governo veneziano ha poco senso.

Verso Rialto: il pomeriggio del primo giorno

Uscendo dal palazzo si è già sulla Riva degli Schiavoni. Il Ponte della Paglia, il primo verso est, è il punto da cui si vede il Ponte dei Sospiri: è sempre affollato, ma bastano pochi passi oltre per ritrovare la riva libera e la vista aperta sul bacino e sull'isola di San Giorgio Maggiore. Da qui si torna indietro e si imboccano le Mercerie, l'antica via commerciale che collega San Marco a Rialto: dieci o quindici minuti se non ci si ferma, molti di più se ci si ferma, come è giusto che sia.

Il Ponte di Rialto, completato alla fine del Cinquecento su progetto di Antonio da Ponte, si attraversa meglio verso sera, quando il passaggio si allenta. Dall'altra parte, nel sestiere di San Polo, ci sono l'Erberia e la Pescaria, quest'ultima sotto una loggia neogotica di inizio Novecento: il mercato lavora la mattina, quindi nel pomeriggio ne vedrete l'architettura e non i banchi. La deviazione vale comunque, anche solo per il campo di San Giacomo di Rialto e per il silenzio improvviso delle calli alle spalle del mercato.

Consiglio pratico: seguite le indicazioni gialle dipinte sui muri, quelle che dicono per San Marco, per Rialto, per la Ferrovia. In calle il segnale del telefono è spesso debole e le mappe si perdono; le frecce, invece, sono state pensate esattamente per chi cammina.

Secondo giorno: il Canal Grande, l'Accademia e le Zattere

La seconda giornata si apre bene con il vaporetto della linea 1, quello che percorre tutto il Canal Grande fermata dopo fermata: l'intero tragitto richiede circa tre quarti d'ora ed è il modo più semplice per vedere le facciate dei palazzi dall'acqua, che è il lato per cui sono state costruite. Scendendo all'Accademia si entra in Dorsoduro, il sestiere dei musei: le Gallerie dell'Accademia raccolgono la pittura veneta dal Trecento al Settecento e meritano almeno due ore.

Da lì si prosegue a piedi verso la Punta della Dogana e la Basilica di Santa Maria della Salute, costruita da Baldassare Longhena come ex voto dopo la peste del 1630. Poi le Zattere, che guardano il canale della Giudecca e prendono sole per tutto il giorno: è la passeggiata più larga e più riposante della città, utile dopo una mattina di ponti. Chi ha ancora energia risale verso Campo Santa Margherita, uno dei campi più vissuti di Venezia, dove la vita di quartiere non si è spostata altrove.

Dove conviene rallentare

Il pomeriggio del secondo giorno è il momento giusto per lasciare le tappe obbligate. Il sestiere di Castello, a est di San Marco, si svuota dopo poche centinaia di metri e permette di camminare senza pensare a dove mettere i piedi; in alternativa il vaporetto per San Giorgio Maggiore porta al campanile da cui si vede Piazza San Marco per intero, dall'altra parte del bacino. Alloggiare in centro cambia il ritmo di due giorni così: da Rio Terrà de le Colonne, dove si trova Domus dei Fabbri, sono duecento metri a Piazza San Marco e seicento al Ponte di Rialto, e si può rientrare a metà pomeriggio senza perdere tempo in spostamenti.

Un'ultima nota sui piedi e sull'acqua. Da autunno a primavera l'acqua alta può interessare le zone più basse della città, Piazza San Marco per prima: le previsioni di marea sono pubblicate ogni giorno dal Comune di Venezia e conviene guardarle la sera precedente. Allo stesso modo il contributo di accesso per chi visita la città in giornata, le esenzioni previste e le modalità di pagamento cambiano nel tempo: verificate sempre sui canali ufficiali del Comune prima di partire.

Due giorni a Venezia partendo dal centro

Domus dei Fabbri e Domus Remedio si trovano a pochi minuti a piedi da Piazza San Marco, nei sestieri di San Marco e di Castello. Dormire qui significa cominciare l'itinerario dove gli altri arrivano dopo un'ora di viaggio.